Sono nato nel Millenovecentosettanta a Taranto. Fin da piccolo capisco di essere attratto dalle parole e dalle immagini: la sensibilità di una nonna mi avvicina (tramite i versi che lei scriveva nei suoi diari segreti) alla poesia. Trascorro a Roma gli anni universitari laureandomi in Giurisprudenza. Vivo a Pisa dove lavoro come funzionario in una pubblica amministrazione ed è in questa città che scopro la dimensione poetica scrivendo a trent’anni il primo verso. Di lì a poco le prime poesie si trasformano in un libro. Attraverso la presentazione di questi lavori conosco le varie associazioni culturali che operano in città e nel 2005 segue la pubblicazione della seconda raccolta; in questi anni sono vincitore di Premi e nel 2009 pubblico in proprio il terzo libro dando vita al movimento letterario le cui caratteristiche sono descritte all’interno del Manifesto della poesia fenicea. In questo periodo mi apro a nuovi interessi tra cui lo studio del simbolo che avvolge sempre le creazioni libere di una mente quando rinuncia alle prigioni della logica. Ho una casa a pianterreno che chiamo “Il Villino dei Pelli” (omaggio ai gatti che vivono con me) e sono fidanzato con Gianna.
Nel Manifesto poetico raffiguro il viaggio di un artista che si muove verso le parti più inesplorate dell’uomo come se una musica antica di una danza vorticosa lo conducesse fino ai luoghi più appartati del mondo; chi fa arte in questi termini è l’abitante senza nome che osa spingersi al di là delle cose che appaiono e che sembrano vere. Per questa ragione il feniceismo è la lingua di chi vive i sentimenti di una reale fede personale liberata dalle forme dell’immaginazione fine a se stessa - e si conferma “lingua di minoranza” - una minoranza di individui uniti fra di loro da un interesse di libertà: la ricerca espressiva si rivolge allo sviluppo delle doti più intuitive e latenti per acuire le capacità di percezione e dunque di costruzione di immagini senza veli fuori da teorie, schemi e idealizzazioni di alcun genere che sottraggono alla poesia la più forte carica vitale.
Non so che cosa è una poesia
ma di certo so dove nasce ...
e nasce dalla parte di chi è debole, di chi ha fame
dalla parte di chi bestemmia
perché solo chi bestemmia con il cuore è più vicino a dio.
Scrivere significa trovarsi dall'altra parte